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Accesso da remoto: non deve per forza essere complicato

Dal punto di vista dell'IT, la gestione dell'accesso remoto può essere davvero complessa. Deployment, amministrazione, test e compliance sono aspetti che richiedono attenzione e tempo, e la sicurezza è una preoccupazione continua. 

I professionisti IT sostengono che le VPN - essendo la principale tecnologia di accesso remoto usata dalle imprese - non sono difficili da implementare e gestire e che una volta installate è possibile dimenticarsene.

Questa è, però, una prospettiva limitata. Il mondo cambia in fretta e i tempi in cui nelle aziende c'era solo una piccola minoranza di lavoratori da remoto sono ormai un ricordo. Le aziende hanno subito nel tempo un radicale cambiamento e ormai tutti gli utenti sono visti come "esterni": 

  • I collaboratori, indipendetemente dal luogo da cui accedono alla rete aziendale, sono obbligati a usare una VPN, sia i lavoratori da remoto sia quelli che si trovano all'interno degli uffici
  • Fornitori, lavoratori occasionali, partner e clienti hanno necessità di accedere alle applicazioni che si trovano oltre il firewall sia per fare il proprio lavoro sia per completare transazioni commerciali
  • Tutti gli utenti sono sempre più mobili.

In un mondo in cui tutti sono considerati esterni e l'IT deve gestire il continuo onboarding e offboarding di utenti, la tecnologia VPN di accesso remoto può diventare più complessa. In un'indagine condotta nel 2016 da Soha Systems (oggi confluita in Akamai Technologies) è stato chiesto a 200 professionisti IT e specialisti della sicurezza quanti e quali tipi di hardware, software e sistemi dovessero toccare per abilitare o disabilitare un utente remoto. La risposta è stata: da 9 a 14 diversi componenti di rete (potete vedere qui la relativa infografica). Se occorrono 5 minuti per accedere e configurare ciascuno di questi componenti, significa che la procedura di abilitazione/disabilitazione può richiedere anche più di un'ora. Quindi sì, l'accesso remoto è diventato una funzione IT complessa e gravosa.

Ma non è detto che debba essere per forza così!

Akamai è perfettamente consapevole del problema ed ecco perché ha rilasciato un servizio cloud chiamato Enterprise Application Access che permette un accesso semplice, sicuro e comodo alle applicazioni.

Con Enterprise Application Access, un servizio Cloud DMZ, nessuno può raggiungere direttamente le applicazioni perché sono nascoste e non visibili pubblicamente. Un'architettura dual-cloud chiude tutte le porte in ingresso dei firewall permettendo agli utenti finali autenticati esclusivamente l'accesso alle applicazioni cui hanno diritto di accedere.  Enterprise Application Access integra funzioni quali la protezione dei data path, il controllo delle identità, l'autenticazione multifattore, la sicurezza applicativa e il controllo e gestione in un unico servizio. Si tratta di un servizio integrato distribuito globalmente che elimina le complessità e il tempo richiesti per costruire una soluzione di accesso ad hoc.  Enterprise Application Access può essere implementato in qualsiasi tipo di data center o infrastruttura cloud ibrida in pochi minuti creando un unico punto centralizzato di accesso e controllo.

Grazie a Enterprise Application Access, l'IT può disporre di un servizio facile da implementare, gestire, modificare e monitorare in quanto non richiede particolari dispositivi hardware e software o client per gli utenti finali (è clientless). Gestire e controllare gli accessi del personale e delle terze parti diventa un processo semplice e ordinato. In quanto punto centralizzato di accesso e controllo, Enterprise Application Access offre un unico punto di gestione e di reporting. Il risultato è un'alternativa sicura e semplice alle VPN per l'accesso remoto.

Vuoi saperne di più? Guarda questo video e approfondisci i motivi per cui l'accesso da remoto non deve per forza essere complesso.

 

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