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Il cloud può semplificare il workflow dei video

Tra incudine e martello. Da un lato c'è un pubblico esigente che guarda più video online ed esige una qualità sempre più alta. Dall'altro ci sono i problemi di delivery, legati a fattori come la scalabilità, la complessità dei workflow e i costi. 

Le difficoltà sono evidenti.

Per fortuna, la maggior parte dei provider di contenuti ha scoperto un metodo efficace ed economico per superare entrambe le sfide: il cloud.

Con il passaggio al cloud potete esternalizzare la complessità dei workflow, scalare l'infrastruttura on demand e garantire un accesso pagato "a consumo" alle risorse di delivery, archiviazione ed elaborazione. In questo modo potete ridurre le spese correnti e i costi CAPEX anticipati.

Il cloud non è una novità per i provider di contenuti. Molti, che già lo usavano per trasmettere video a un pubblico su scala mondiale, hanno infatti cominciato a trasferire sempre più elementi del workflow nel cloud, ad esempio l'archiviazione e la transcodifica.

Perché non dovrebbero farlo? Questa scelta, infatti, permette di avere a disposizione on demand risorse di transcodifica scalabili e dalle prestazioni elevate. La transcodifica basata sul cloud consente inoltre di restare al passo con la strabiliante proliferazione di nuovi codec, dimensioni degli schermi, bitrate, formati e piattaforme che caratterizza il mercato.

È tutto a portata di clic.

Con il trasferimento della transcodifica nel cloud è possibile svolgere tutte le attività da un singolo file di contenuti sorgente. L'ingresso nel mercato avviene più rapidamente e la gestione dei contenuti diventa più semplice, senza ripercussioni in termini di qualità.

L'archiviazione nel cloud risulta particolarmente interessante perché consente di esternalizzare gli oneri legati all'archiviazione, al trasferimento e alla gestione di una serie infinita di file e dimensioni di file.

Non tutti sono però convinti di questa soluzione. In passato questioni di sicurezza dissuadevano i provider di contenuti dal trasferire i flussi di lavoro nel cloud. Negli ultimi anni, però, i principali provider del settore hanno introdotto miglioramenti volti a mitigare i rischi e a mettere in sicurezza i workflow end-to-end.

Il trasferimento nel cloud non deve però avvenire in modo rigido. Si tratta di un sistema che consente di stabilire quali elementi del workflow si desiderano mantenere in-house e quali conviene assegnare a una risorsa esterna, in grado di semplificare le operazioni e ridurre le pressioni lavorative quotidiane.

Tra incudine e martello, il cloud permette quindi di trovare una felice via di mezzo.

Volete scoprire come il passaggio al cloud consente di semplificare i workflow video e ridurre le spese in conto capitale? Visitate il sito https://www.akamai.com/it/it/media-and-delivery/harness-workflow-complexity-for-online-video.jsp    

 

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