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Anche i millisecondi contano!

L'analisi delle performance dei siti di aziende retail dimostra che anche un ritardo di 100 millisecondi può influire sul coinvolgimento del cliente e, di conseguenza, sul fatturato.

Buffering ti odio!

Come dimostrato dall'ultimo studio Akamai-Sensum qualità, risoluzione e riproduzione video influiscono in maniera significativa sul coinvolgimento e sulla fedeltà degli spettatori ai servizi di streaming video OTT (Over-The-Top). 

Dal punto di vista dell'IT, la gestione dell'accesso remoto può essere davvero complessa. Deployment, amministrazione, test e compliance sono aspetti che richiedono attenzione e tempo, e la sicurezza è una preoccupazione continua. 

"Scegliere di rinnovarsi continuamente, avendo il coraggio di sperimentare, è fondamentale per un gruppo editoriale. Scegliere di affidarci ad Akamai per la distribuzione dei contenuti e la gestione dei picchi di traffico significa non doverci più preoccupare della parte tecnica e poterci, quindi, dedicare al massimo al nostro pubblico online", ha commentato Luigi Lobello, CTO della Divisione Digitale del Gruppo Espresso (Elemedia S.p.A.).

In uno scenario della sicurezza IT profondamente mutevole, anche le istituzioni finanziarie non sono al riparo dagli attacchi informatici che, specie negli ultimi anni, sono diventati sempre più frequenti e sofisticati. Per questo motivo, le strategie di gestione della sicurezza devono necessariamente essere adattate per restare al passo con la trasformazione in atto. 

Tra incudine e martello. Da un lato c'è un pubblico esigente che guarda più video online ed esige una qualità sempre più alta. Dall'altro ci sono i problemi di delivery, legati a fattori come la scalabilità, la complessità dei workflow e i costi. 

Le cifre lasciano a bocca aperta.

Entro il 2020, secondo le previsioni di Digital TV Research, il mercato dei video Over-the-Top (OTT) raggiungerà i 55 miliardi di dollari in termini di spesa dei consumatori. Negli Stati Uniti, i nuclei famigliari che guardano contenuti OTT hanno stipulato in media 1,4 abbonamenti con provider come Netflix e Amazon e questa cifra è in rapido aumento. In Cina, eMarketer prevede che i video ad abbonamento on demand aumenteranno vertiginosamente del 1400% nei prossimi cinque anni. 

È un dato di fatto: se gli spettatori non ricevono la qualità che si aspettano, rivolgeranno lo sguardo altrove. Di solito in meno di due secondi.

Quanto veloce è veloce?

Sono molte le metriche di riferimento relative alla sicurezza web: la capacità che possiede un vendor, il livello di visibilità sul traffico web e l'accuratezza della protezione che offre. Ma c'è un'altra metrica che ha un impatto diretto sulla redditività: la rapidità con cui è in grado di fermare un attacco.

Comprendere l'accuratezza del WAF

I punteggi di accuratezza dovrebbero essere facilmente comprensibili. Un WAF (Web Application Firewall) con una percentuale di falsi positivi inferiore allo 0,1% dovrebbe andare bene, giusto? Ogni falso positivo rappresenta una richiesta legittima erroneamente bloccata da un sistema di sicurezza e nessuno vuole bloccare il traffico legittimo. Il problema è rappresentato dal fatto che i falsi positivi sono solo una delle metriche che consentono di valutare l'accuratezza e l'efficacia di un WAF. Focalizzando l'attenzione solo sui falsi positivi si corre il rischio di ritrovarsi con qualche spiacevole sorpresa. Ecco perché.

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